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5 ott
Venerdì 30 sera e sabato 1 ottobre mi sono immerso nella Istockalypse di Milano, evento mondiale dei fotografi che scattano per Istockphoto.
A dire il vero, questa tipologia di manifestazione mi spaventano sempre un poco perché c’è sempre la possibile deriva da groupies che hanno aderito ad una nuova religione staccando il cervello. Le mie preoccupazioni si sono dissolte all’istante e ho conosciuto delle persone favolose, anche molto diverse tra loro.
Quello che mi ha colpito in realtà è che per capire lo spirito Istock bisogna provare questo tipo di esperienze. Sono un contributor che ha appena fatto richiesta di diventare esclusivo, dunque la mia presenza su istock è ancora marginale e proprio in questa condizione ci si chiede spesso quale sia lo stile istock, la richiesta istock, il modo di scattare. Se lo chiedono anche molti che sono appena arrivati, se lo dovrebbero chiedere anche quei fotografi che hanno lo studio che non rende più come una volta e decidono di arrotondare con il mondo microstock pensando che le loro foto siano stupende e che il mercato aspettasse proprio quelle.
Voglio dire che prima di proporre un proprio stile bisogna passare attraverso quello di istock, quello che chiede il mercato, quello dei temi più richiesti. Sperimentare con le rotelle sulla bicicletta, per poi levarle con soddisfazione.
Però la cosa che mi ha colpito in realtà sono state le persone che ho conosciuto e la loro capacità di pensare in modo istock continuamente e a 360 gradi. Questo può sembrare un atteggiamento da geek di microstock, in realtà l’ho letto come un approccio molto professionale, di una professione ancora molto poco definita che è quella del fotografo di microstock. Le persone che ho osservato (avrete capito che osservo molto e parlo meno) hanno la capacità di vedere le cose e fotografarle in modalità Istock, capirne subito le potenzialità e individuarne i limiti tecnici o di copyright. Mentre io sono ancora allo stadio “Questa cosa forse potrebbe funzionare per Istock”, loro sono alla fase “Questo inquadrato così e postprodotto colà per evitare rifiuti funzionerà discretamente”, hanno in testa il processo completo, il progetto nei suoi vari passaggi. Tutto questo senza sacrificare il proprio stile, ma qui stiamo parlando di vendere non di fare fineart o progetti seriali, non è sminuente, è solo lo scopo finale. Dunque foto tecnicamente molto buone e soprattutto che sappiano raccontare.
Per cui servono nozioni tecniche fotografiche, nozioni su postproduzione, creatività, ma moltissima capacità di organizzare questi settori per produrre lo scatto da microstock, o ancora meglio da Istock.
Questo mi ha impressionato e mi ha fatto percepire la mia distanza da un possibile traguardo, non serve fissare il numero di download per ore se prima non si cambia modalità di pensiero, non ci si installa il sistema operativo istock. Poi i dettagli o le scuole di pensiero (tipo è meglio saturare sempre le slot a disposizione o caricare meno e cose più precise?) le lascio al forum e allo scambio personale, ma quel che serve per fare strada in questo settore è la mentalità, accompagnata da una serie di strumenti, ripeto accompagnata tecnica e strumentazione sono al servizio del risultato finale, non il contrario.
Grazie a tutti quelli che ho conosciuto, temo che ogni tanto vi tormenterò con qualche domanda ancora.







E’ stato un piacere conoscerti di persona, sono sicuro che ci saranno nuove occasioni di incontro. We are on a roll!